ATTO PRELIMINARE DI INDIRIZZO
PER LA VALORIZZAZIONE DEL COMPLESSO DENOMINATO "CITTADELLA DI ALESSANDRIA"

 

IL TESTO APPROVATO:

Ideare un percorso volto al recupero del complesso denominato Cittadella Militare di Alessandria (d’ora in poi “Cittadella”) significa in primo luogo recuperare i confini dell’identità, della storia e dei cambiamenti che la stessa offre oggi agli Alessandrini.
Tale opera non è solo di interesse storico accademico, ma rappresenta indispensabile precondizione per giungere ad una idea progettuale realizzabile in presenza di rilevanti criticità economiche organizzative, e di pluralità di pensiero, sotto il profilo dell’identità stessa della Cittadella. Punto di partenza è il riconoscimento storico del fatto che proprio in quell’area sorgeva il quartiere di Bergolium, non una borgata, ma una parte integrante della città, un quartiere di pari dignità di altri che rappresentava lo sviluppo urbano di Alessandria oltre il fiume Tanaro. Questo quartiere, dotato di chiese, di piazze, di conventi e di palazzi, è stata la porzione sacrificata per la costruzione di quell’imponente sistema di difesa che la situazione politico – militare veniva a determinare nel ‘700. Qualunque riflessione si faccia oggi, a distanza di secoli, non può che essere sviluppata con approccio libero da preconcetti e nel contempo osservante di tale oggettivo fatto storico.

Sgombrare il campo da ipotesi di lavoro che restano ancorate al concetto di unità di impiego e peculiarità di funzione rappresenta il primo passo che consente di guardare al futuro della cittadella in termini eclettici e differenziati temporalmente.
In altre parole, è consapevolezza acquisita del tessuto esperienziale di questi anni il fatto che le possibilità di utilizzo civile di un complesso pensato, nato e cresciuto come luogo militare invalicabile restano limitate all’interno di un cambiamento culturale e visivo.
Ne è prova il fatto che gli approfondimenti, le esercitazioni, e i tentativi tutti di pensare al futuro della Cittadella sono ad oggi relegati a ipotesi di scuola che non trovano ragione di collegamento con la realtà socio politica della città. Infatti, non è a nostra disposizione alcunché di concreto che possa davvero fornirci una via di uscita, una prospettiva reale.

Punto di partenza deve quindi essere immaginare qualcosa di nuovo il cui inserimento nella storia precedente abbia il sapore di evocazione e di rimando alla memoria piuttosto che non ripresentazione di un palcoscenico impossibile da ricostruire. Questo qualcosa di nuovo deve però tenere presente quello che desiderano, in ultima analisi, i primi potenziali fruitori di questo bene: i nostri concittadini. Fino ad ora, non è ancora emerso che cosa pensano gli Alessandrini della Cittadella, o meglio, non sembra che mai siano stati interpellati nel merito.
Di solito, gli stessi sono portati ad avere una profonda ammirazione per la struttura, a “percepirla” come qualcosa di grande ed imponente - o forse importante perché grande - come qualcosa di “inaccessibile”, difficile da conquistare a se stessi: un’area che può essere vanto per la città, ma per ora distante e remota. Per tali considerazioni, come primo atto, varrebbe la pena di ascoltare il parere degli Alessandrini, se non altro come parte in causa del problema.

Il problema appare essere quello di trovare una visione della Cittadella in grado di costruire un dignitoso e verosimile percorso di restituzione di una parte della città alla città stessa. Unico legame con la prima “vita” della Cittadella è infatti, per ora, quello fisico degli edifici. Certamente non poca cosa, ma insufficiente per immaginare una operazione di restyling socio-culturale. Occorre dunque porre la massima attenzione alla fase di analisi delle alternative. In tale fase, un gruppo di lavoro, mosso dall’intento di identificare differenti percorsi attuativi, deve valutare la situazione esistente, ipotizzare diversi scenari, e verificare quali siano gli ambiti di intervento possibili. Il tutto, senza un atteggiamento volto alla definizione preliminare di una soluzione già data per posta, ma invece valutando con spirito critico molteplici possibilità, sotto differenti ottiche di analisi, avendo sempre a riguardo in particolare la concretezza e la realizzabilità dell’intervento. Si consideri, tuttavia, che tale ragionamento non deve trarre in inganno. La realizzabilità deve riguardare il complesso delle variabili di fattibilità, vale a dire di carattere sociale, ambientale, tecnico, e non solo di carattere economico e finanziario. Anzi, è corretto scegliere un percorso che determini l’importo delle attività necessarie solo al termine del processo, e non definire le scelte in funzione di presunte risorse disponibili in fase di avvio. In questo contesto di criticità, giunge con grande spinta positiva l’appuntamento degli eventi del 2011 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, occasione unica ed irripetibile per consentire di sperimentare su scala reale la tenuta, la configurazione, i costi e le difficoltà di una Cittadella contenitore di vita non militare. Già l’organizzazione delle manifestazioni di Italia 150 debbono perciò diventare fase preliminare del progetto di valorizzazione della Cittadella, unitamente alla possibilità di usufruire dei benefici previsti dalla Legge 7 marzo 2001, n. 78 “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale”.
Primo atto da compiere è quindi quello di realizzare due cambiamenti:
Ripensare alla Cittadella in termini di medio e lungo periodo senza fughe in avanti verso prodotti preconfezionati dotati di scarsa sopravvivenza oltre i tre/sei mesi
Costruire un percorso di stimolo e raccolta delle idee sul futuro della Cittadella diverso da quello delle tradizionali distinzioni o esercitazioni ideologiche

Sul primo aspetto, Italia 150 aiuta la preferenza del breve periodo che la dimensione politica è inevitabilmente portata a privilegiare. Attraverso il coinvolgimento di un contenitore ancora non pronto su manifestazioni puntuali o di brevissimo periodo è possibile tenere alta l’attenzione sul futuro della cittadella anziché far cadere nell’oblio le sporadiche iniziative promozionali che in passato, a causa della impossibilità di realizzarsi, e indipendentemente dalla minore o maggiore bontà dell’idea, si sono verificate.

Sul secondo aspetto, attorno almeno a 5 soggetti, non a scopo di lucro, che si occupano di storia del Risorgimento italiano (Istituto storico per il risorgimento, Società di storia, arte e archeologia, Sezione Urbano Rattazzi del Centro Pannunzio, Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore – Delegazione di Alessandria e Società italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione di Alessandria), convocando i rappresentanti o presidenti pro-tempore dei 5 sodalizi elencati per l'interesse della Cittadella, è possibile aggregare intelligenze e competenze in grado di mantenere l’asse del dibattito attorno all’elemento storico che caratterizza il manufatto. Tuttavia, è necessario ipotizzare, data la rilevanza del problema, un tavolo di lavoro e confronto decisamente allargato. Tale tavolo dovrà rispondere ad una mappatura di portatori di interessi potenzialmente molto ampia e diversificata. Proprio la natura di tale ampiezza e diversità, nonché le legittime aspettative di obiettivi da raggiungere, talvolta affatto coincidenti, deve indurre il soggetto promotore, e cioè il Comune di Alessandria, a creare un percorso diverso da quelli tentati in passato. Anche attraverso l’uso di moderne tecnologie - per esempio aprendo tavoli di confronto virtuale, e per il tramite di processi già avviati in altre realtà italiane a carattere sperimentale, quali i “town meeting” - si ritiene doveroso lasciare spazio ad un ampio dibattito che fornisca spunti ed ottiche di analisi dichiaratamente differenti tra di loro. Tra città e Cittadella non deve aprirsi una competizione per la sopravvivenza o la prevaricazione, ma una vera e propria ricerca di arricchimento reciproco, attraverso percorsi sinergici. Tali percorsi devono essere aperti, poiché la Cittadella è enorme, ha palazzi, strutture, cascine, bastioni, camminamenti, saloni, passaggi, zone esterne, cortili: insomma quasi un labirinto di spazi che richiede per il suo futuro di percorrere, a sua volta, un complesso labirinto di idee ed ipotesi.

Resta però indispensabile che il lavoro così indirizzato trovi una efficiente conclusione all’interno di una programmazione più vasta e coerente con il disegno strategico della città. A tal fine, il processo decisionale dovrà scaturire dal confronto dei risultati ottenuti con le scelte operate dalla città all’interno del suo piano strategico di sviluppo. E’ necessario quindi da subito chiarire che il percorso decisionale non potrà limitarsi né ad una coerenza ideologica autoreferenziale, né ad una asettica valutazione tecnica. Esso dovrà invece cercare una sintesi di risultato all’interno delle altre scelte in corso di allestimento sul fronte dello sviluppo culturale ed economico della città. Risulta indispensabile a tal fine, che tutti i soggetti coinvolti nella ricerca di un futuro per la Cittadella accettino un percorso che si concluderà con decisioni estranee alla logica accettazione / diniego, e che potranno piegare le singole progettualità ad esigenze di prospettiva futura di medio / lungo termine.

Affinché tale processo abbia inizio, e cioè affinché si possa pensare ad un futuro della Cittadella di lungo termine e si possa realizzare un percorso ampio e condiviso, occorre tuttavia un elemento preliminare di natura politica: occorre che si riconosca che il futuro della Cittadella di Alessandria non possa dipendere da una molteplicità di attori scarsamente identificabili, con il rischio che l’assunzione di una decisione sia rinviata per mancanza di un ruolo di project leader. Il leader di progetto deve esistere in ogni importante momento di pianificazione, in ogni momento in cui è necessario un soggetto decisore, un interlocutore principe, un attore che ha la responsabilità di coniugare diverse esigenze e fare la sintesi delle differenti proposte. Tale attore, che deve porsi logicamente al centro del progetto sulla Cittadella di Alessandria, non può che essere il Comune di Alessandria, che deve dialogare con tutti i portatori di interesse locale e nazionale, ma che deve al contempo attivare, su tutti i tavoli, momenti di confronto politico e tecnico. Tale scelta appare necessaria perché la Cittadella è parte integrante della città di Alessandria, per cui Alessandria deve riappropriarsene e il Comune deve essere capofila e leader del progetto.

Pertanto, le scelte conseguenti sono:
● assunzione del ruolo di leader di progetto da parte del Comune di Alessandria
● rilancio del Comitato per la Cittadella con revisione dello Statuto che prenda atto del ruolo di leader da assegnare al Comune, in ragione del fatto che esso è l’unico partner identificato nei rapporti con l’agenzia del demanio
● programmazione ed organizzazione degli eventi locali di Italia 150 a cura del Comitato, che diventa di fatto l’attività di start up del dibattito sulla Cittadella
● conseguente identificazione della Cittadella come “quartiere generale” degli eventi di Italia 150 e come luogo compatibile con quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001, n. 78 “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale”
● collocazione, fisica e statutaria, del Comitato per la Cittadella presso locali della stessa
● creazione di una banca dati e di un forum aperto, unito alla formula del “town meeting”
● immediato impiego della Cittadella per attività istituzionali ordinarie
● attuazione delle fasi di identificazione e di formulazione di ipotesi di progetto a cura del riformato Comitato per la Cittadella , che si avvale di un supporto tecnico di un gruppo di lavoro, e successiva loro trasmissione al Comitato di Piano Strategico della Città di Alessandria, per la verifica di finanziamento e fattibilità finanziaria e per la valutazione sulla coerenza strategica
● possibilità di insediare in parte del complesso della Cittadella una struttura museale, di livello nazionale, che recuperi e conservi reperti di storia militare, con particolare riguardo alla tradizione militare della Città di Alessandria, e della presenza, in questa, delle Forze Armate, museo che sappia anche essere di monito alle future generazioni sulle tragedie che tutte le guerre comportano in termini di vite umane
● assunzione, da parte del Comune di Alessandria, della disposizione che all'interno del complesso monumentale della Cittadella vengano svolte solo manifestazioni di alto livello artistico-culturale e con allestimenti tali da rispettare il valore e le caratteristiche storiche ed architettoniche della struttura

In questa logica, lo studio delle proposte, sulla base di dichiarazioni di interesse, l’analisi di fattibilità e l’integrazione tra i vari soggetti interessati nella composizione di un progetto organico e funzionale, dovranno essere il compito principale del comitato, che raccorda la sua azione alla elaborazione del Consiglio Comunale. Resta urgenza imprescindibile l’individuazione di una visione di fondo che permetta alla città di avere un rendimento del capitale Cittadella, sia in termini economici sia in termini di sviluppo generale. Su questo terreno, emerge, in via preliminare, la carenza di visione della città stessa, che dal commercio dedicato tradizionale trae tuttora il proprio elemento di unità, ma al quale si sono via via affiancati nuovi ed importanti sviluppi, sia nel campo della tecnologia che della cultura. Nessuno di essi però è ancora riuscito a rappresentare un generale orientamento della strategia complessiva dello sviluppo della città. La definizione della vision della Cittadella deve trovare spazio all’interno di un confine mediato tra il sacro ed il profano, cioè con una visione che tenga conto della modernità dell’intervento contrapposta alla storia del manufatto, e che sia tuttavia attuabile in ragione dei ritorni di flussi di cassa che rendano l’investimento appetibile anche per capitali privati. La ricerca di tale vision significa superare atteggiamenti preconcetti in base ai quali la museificazione è bene, qualsiasi aspetto volto a far economia è male; la mano pubblica è sicuramente il bene assoluto, il privato è la rovina.

Occorre invece limitarsi ad indicare principi generali, e cioè che:
La Cittadella è un complesso monumentale di straordinaria importanza
La Cittadella è da rispettare e quindi non può assolutamente essere teatro di fenomeni connessi alla speculazione edilizia
La Cittadella è un Monumento Nazionale, inserito dal 2006 nella tentative list Italiana per le candidature alla “Lista del Patrimonio dell'Umanità” dell'Unesco, e in quanto tale è struttura degna di tutela e salvaguardia in base a rigorose regole di restauro conservativo
Fatti salvi questi principi occorre comunque avere sufficiente libertà di pensiero e larghezza di vedute per analizzare seriamente tutte le possibili prospettive
Ogni attività afferente alla promozione turistica da insediare in Cittadella dovrà avere caratteristiche di elevata qualità e rivolte alle eccellenze assolute del territorio; in particolare le strutture destinate alle politiche della promozione turistica dovranno avere vincoli strutturali, architettonici e di design che si integrino perfettamente con il contesto della Cittadella.

Pur riconoscendo quindi necessario un doveroso approfondimento di una idea progettuale pare utile contrassegnare i confini dell’approfondimento stesso, che, diversamente, rischierebbe di confondersi con gli approfondimenti sulla identità della città. Per questo motivo il riutilizzo a fini civili della Cittadella deve essere immaginato all’interno dei seguenti punti:
● la Cittadella deve essere vivibile per i concittadini e deve uscire dalla logica degli “eventi”
● la soluzione deve consentire un ritorno economico al fine di attrarre i capitali privati
● lo spazio economico va cercato nel grande bacino occupazionale del tempo libero (dedicato alla persona ed alla famiglia)
● tutte le attività debbono trovare un filo conduttore che permetta unità di progetto, visibilità almeno nazionale, attrattività di persone
● Il progetto di valorizzazione della Cittadella può essere inserito organicamente nella procedura di candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale e potrà trovare sostegno in ulteriori iniziative di rilevanza nazionale e internazionale, come inserimento in circuiti e reti di analoghe strutture in ambito almeno Europeo
● dovranno essere precisate ed individuate – con successivo documento – le caratteristiche dell'attività e la percentuale delle aree destinate al commercio dedicato e dovrà essere precisata ed individuata la loro posizione all'interno del complesso monumentale della Cittadella, così da garantire l'uniformità storico-architettonica del complesso stesso ed evitare lo stravolgimento strutturale del monumento
Per queste ragioni, l’ambito di sviluppo di attività economiche deve essere contenuto nei settori della Cultura, del Commercio dedicato e del Turismo.

 

 

*****

 

CITTÀ DI ALESSANDRIA

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

DELIBERAZIONE N. 54 / 378 / 1005 / P2200
19-05-2008

OGGETTO:
ATTO PRELIMINARE DI INDIRIZZO PER LA VALORIZZAZIONE DEL COMPLESSO DENOMINATO "CITTADELLA DI ALESSANDRIA"

LA GIUNTA COMUNALE

UDITE la relazione e le riflessioni del Vicesindaco e Assessore alla Cultura, Turismo e Tempo Libero in ordine alla nota informativa n. 978/P2306, posta all'esame di questo Organismo in data 5.12.2007, riguardante la valorizzazione del complesso militare della CITTADELLA;

RICHIAMATI i punti caratterizzanti di tale documento amministrativo sul quale la Giunta si è favorevolmente espressa, nonché le considerazioni in esso contenute, tra le quali, in particolare:
● il riconoscimento storico-militare del complesso per la cui valorizzazione appare indispensabile pervenire ad un rilevante cambiamento culturale e visivo;
● la necessità che l'immaginare “qualcosa di nuovo” non potrà e non dovrà prescindere dalle valutazioni che saranno espresse dai cittadini, destinatari e fruitori di questo bene, che nel suo genere rappresenta un unicum nel panorama edilizio di carattere storico-militare;
● la considerazione che le variabili preordinate alla individuazione dei criteri di valorizzazione del complesso e alla effettiva realizzabilità degli interventi dovranno tener conto non solo degli aspetti economico-finanziari, ma anche di quelli di carattere tecnico, sociale e ambientale;
● l'opportunità offerta dalla ormai prossima ricorrenza del 2011, la quale potrebbe costituire una “grande spinta positiva” per rievocare i 150 anni dell'Unità d'Italia e per prefigurare una Cittadella “contenitore di vita non militare”;
● l'ipotesi di creare un tavolo tecnico di lavoro che aggreghi intelligenze e competenze diversificate per lo studio di varie proposte e idee, realizzando quindi una forma di “town meeting”, altrove già sperimentato;
● la valutazione che “il processo decisionale dovrà scaturire dal confronto dei risultati ottenuti con le scelte operate dalla città all'interno del suo piano strategico e di sviluppo”;
● la necessità che fra i diversi attori, coinvolti nel progetto della Cittadella, il Comune di Alessandria assuma il ruolo di project leader con conseguente rilancio del relativo Comitato e revisione dello Statuto, che ne disciplina funzionamento, attività e competenze;
● l'opportunità che siano determinati atti e adempimenti preordinati:
- alla identificazione della Cittadella come “quartiere generale” degli eventi di Italia 150,
- alla collocazione, fisica e statutaria del Comitato nei locali della Cittadella stessa,
- alla creazione di una banca dati e di un forum aperto, unito alla formula del town meeting,
- all'immediato impiego della Cittadella per attività istituzionali ordinarie;

VALUTATE altre considerazioni del predetto documento, come quelle riferite alla straordinaria importanza del complesso monumentale in argomento, per il quale si dovrà prevenire qualsiasi forma di speculazione edilizia in quanto rappresenta una struttura degna di tutela e salvaguardia, nel rispetto di rigorose regole di restauro conservativo;

RITENUTO che l'utilizzo a fini civili della Cittadella debba essere immaginato all'interno di fondamentali presupposti che tengano conto dei seguenti aspetti:
● che il complesso edilizio dovrà essere destinato ai concittadini e uscire quindi dalla logica degli “eventi”;
● che la soluzione dovrà consentire un ritorno economico al fine di attrarre i capitali privati;
● che lo spazio economico andrà cercato nel grande bacino occupazionale del tempo libero (dedicato alla persona e alla famiglia);
● che tutte le attività dovranno trovare un filo conduttore che permetta unità di progetto, visibilità almeno nazionale e attrattività di persone;

CONSIDERATO quindi che in base a queste ragioni l'ambito di sviluppo di attività economiche dovrà essere contenuto nei settori della Cultura, del Commercio dedicato e del Turismo;

VERIFICATO che quanto è stato sopra esposto si pone in sintonia con gli obiettivi di mandato;

PRESO ATTO del parere espresso ai sensi dell’articolo 49 del D. Lgs. 18/08/00 n. 267, come segue:
parere di regolarità tecnica: favorevole
Direttore della Direzione Cultura e Turismo: f.to Dott. Romeo Dal Checco

RICHIAMATO l'art. 42, 1° comma del D. Lgs. 267/2000 e s.m.i.;

Con voti unanimi,

DECIDE

PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE

di APPROVARE l'atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato “Cittadella militare di Alessandria” secondo il testo in appresso riportato e qui allegato, i cui punti principali sono sinteticamente richiamati nelle premesse del presente provvedimento.

Esce il Presidente Grassano e assume la presidenza il Vice Presidente Mazzoni (pres. 30)

Il Presidente invita il Vice Sindaco Bonadeo ad illustrare la sopra trascritta proposta sulla quale ha espresso parere favorevole la Commissione Consiliare Politiche Culturali con i seguenti emendamenti
“”
Alessandria, 28 febbraio 2008

Al Presidente
Del Consiglio Comunale
Maurizio Grassano
Sede

OGGETTO: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del Complesso denominato “Cittadella di Alessandria”

Il sottoscritto Gianfranco Cuttica di Revigliasco, Consigliere Comunale di questa Amministrazione, propone i seguenti emendamenti alla deliberazione della Giunta Comunale n. 378 del 12 dicembre 2007 di cui all’oggetto.

1 Ultima pagina alla locuzione che inizia con “La Cittadella è sicuramente un Monumento …(omissis) …”
Sostituire la parte da “la Cittadella” a “in quanto struttura degna” con
“la Cittadella è un Monumento Nazionale, inserito dal 2006 nella tentative list italiana per le candidature alla “Lista del Patrimonio dell’Umanità” dell’Unesco, e in quanto tale è struttura degna…
2 Ultima pagina , dopo la locuzione “Tutte le attività debbono trovare…”
Aggiungere: “Il progetto di valorizzazione della Cittadella puo’ inserito organicamente nella procedura di candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale e potrà trovare sostegno in ulteriori iniziative di rilevanza nazionale e internazionale, come inserimento in circuiti e reti di analoghe strutture in ambito almeno Europeo”

Il Consigliere Gianfranco Cuttica di Revigliasco “”

“”Alessandria, 29 febbraio 2007

Emendamento

Al Signor Presidente
Del Consiglio Comunale di Alessandria

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

Al punto:
“conseguente identificazione della Cittadella come “ “quartiere generale” degli eventi di Italia 150”
Aggiungere:
“e come luogo compatibile con quanto previsto dalla Legge 7 marzo 2001 n. 78 “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE “”

“”Alessandria, 29 febbraio 2007
Emendamento

Al Signor Presidente
Del Consiglio Comunale di Alessandria

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

Dopo la frase:

“Già l’organizzazione delle manifestazioni di Italia 150 debbono perciò diventare fase preliminare del progetto di valorizzazione delle Cittadella”
Aggiungere
“Unitamente alla possibilità di usufruire dei benefici previsti dalla Legge 7 marzo 2001 n. 78 “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE””

“”Alessandria, 13 maggio 2008
Emendamento

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

A pagina 5 del Documento, nel paragrafo “Pur riconoscendo quindi necessario un doveroso approfondimento di una idea progettuale pare utile contrassegnare i confini dell’approfondimento stesso, che, diversamente, rischierebbe di confondersi con gli approfondimenti sulla identità della città. Per questo motivo il riutilizzo ai fini civili delle Cittadella deve essere immaginato all’interno dei seguenti punti”
Aggiungere il punto:
“Dovranno essere precisate ed individuate – con successivo documento – le caratteristiche dell’attività e la percentuale delle aree destinate al commercio dedicato e dovrà essere precisata ed individuata la loro posizione all’interno del complesso stesso ed evitare lo stravolgimento strutturale del monumento”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE””

“”“
Alessandria, 13 maggio 2008
Emendamento

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

A pag. 4 del Documento , nel paragrafo “Pertanto, le scelte conseguenti sono”

Aggiungere il punto:

“Possibilità di insediare in parte nel complesso della Cittadella una struttura museale, di livello nazionale, che recuperi e conservi reperti di storia militare, con particolare riguardo alla tradizione militare della Città di Alessandria, e della presenza, in questa, delle Forze Armate”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE””

“Alessandria, 13 maggio 2008
Emendamento

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

A pag. 4 del Documento, nel paragrafo “Pertanto, le scelte conseguenti sono

Aggiungere il punto:

“”Assunzione, da parte del Comune di Alessandria, della disposizione che all’interno del complesso monumentale della Cittadella vengano svolte solo manifestazioni di alto livello artistico-culturale e con allestimenti tali da rispettare il valore e le caratteristiche storiche ed architettoniche della struttura”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE “”

“Alessandria, 13 maggio 2008
Emendamento

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

A pag. 5 del Documento, nel paragrafo “Occorre invece limitarsi ad indicare principi generali, e cioè che:

Aggiungere il punto:

“Ogni attività afferente alla promozione turistica da insediare in Cittadella dovrà avere caratteristiche di elevata qualità e rivolte alle eccellenze assolute del territorio; in particolare le strutture destinate alle politiche della promozione turistica dovranno avere vincoli strutturali, architettonici e di design che si integrino perfettamente con il contesto della Cittadella”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE””

“Alessandria, 13 maggio 2008
Emendamento

Oggetto: Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato Cittadella di Alessandria – Emendamento.

Nell’intero Documento, alla parola “commercio” aggiungere “dedicato”

Mario BOCCHIO
Maurizio SCIAUDONE “”

“”Alessandria, 13/05/2008

EMENDAMENTO ALLA DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE N. 378

Il sottoscritto Carmine Passalacqua chiede di integrare il documento n. 378 alla pagina 3, terza riga:
“Sul secondo aspetto, attorno a 3 soggetti che si occupano di Risorgimento…..” con l’aggiunta di altri due soggetti per un totale di 5 associazioni, non a scopo di lucro, che si occupano di storia del Risorgimento italiano:
ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE – Delegazione di Alessandria
SOCIETA’ ITALIANA PER LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI – Sezione di Alessandria

Convocando i rappresentanti o presidenti pro-tempore dei 5 sodalizi elencati per l’interesse della Cittadella.

Carmine Passalacqua””
(…omissis…)

Entrano i Sigg. Cons. Abonante, Bellotti, Locci, Micò, Passalacqua (pres. 35)

Interviene il Sig. Cons. Bellotti che illustra l’emendamento avente il seguente tenore:
“”
Oggetto: Emendamento alla delibera sulla Cittadella

A pag. 4 dopo il punto “Possibilità” di insediare in parte………ecc.ecc.., votato in commissione come emendamento aggiungere la seguente frase: “MUSEO CHE SAPPIA ANCHE ESSERE DI MONITO ALLE FUTURE GENERAZIONI SULLE TRAGEDIE CHE TUTTE LE GUERRE COMPORTANO IN TERMINI DI VITE UMANE”

Paolo Bellotti””
(…omissis…)

Interviene il Vice Sindaco Bonadeo

(…omissis…)

Escono i Sigg. Cons. Buzzi Langhi, Caridi, Sestini (pres. 32)

Il Presidente indice la votazione sull’emendamento e

IL CONSIGLIO COMUNALE

Con voti 31 favorevoli, nessun contrario e 1 astenuto (Bocchio)

DELIBERA
Di approvarlo

 

Entrano i Sigg. Cons. Buzzi Langhi, Caridi, Scagni (pres. 35)

Intervengono i Sigg. Cons. Cuttica di Revigliasco, Poggio, Sciaudone, Bianchini, Passalacqua, Bocchio, Barberis, Scagni, Rovito
(…omissis…)

Entra il Sig. Cons. Rossi (pres. 36)

Replica il Vice Sindaco Bonadeo
(…omissis…)

Intervengono per dichiarazione di voto i Sigg. Cons. Bellotti, Sarti, Maconi, Ivaldi, Priano

(…omissis…)

Esce il Sig. Cons. Rossi (pres. 35)

Il Presidente indice la votazione sulla proposta sopra indicata come emendata e

IL CONSIGLIO COMUNALE

Con voti 27 favorevoli, nessun contrario e 8 astenuti (Abonante, Barberis, Brusasco, Foti, Ivaldi, Malagrino, Mazzoni, Scagni)

DELIBERA
Di approvarla.

 

Allegati:

Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato “Cittadella militare di Alessandria”
Posti agli atti


Atto preliminare di indirizzo per la valorizzazione del complesso denominato “Cittadella militare di Alessandria”

Ideare un percorso volto al recupero del complesso denominato Cittadella Militare di Alessandria (d’ora in poi “Cittadella”) significa in primo luogo recuperare i confini dell’identità, della storia e dei cambiamenti che la stessa offre oggi agli Alessandrini.
Tale opera non è solo di interesse storico accademico, ma rappresenta indispensabile precondizione per giungere ad una idea progettuale realizzabile in presenza di rilevanti criticità economiche organizzative, e di pluralità di pensiero, sotto il profilo dell’identità stessa della Cittadella. Punto di partenza è il riconoscimento storico del fatto che proprio in quell’area sorgeva il quartiere di Bergolium, non una borgata, ma una parte integrante della città, un quartiere di pari dignità di altri che rappresentava lo sviluppo urbano di Alessandria oltre il fiume Tanaro. Questo quartiere, dotato di chiese, di piazze, di conventi e di palazzi, è stata la porzione sacrificata per la costruzione di quell’imponente sistema di difesa che la situazione politico – militare veniva a determinare nel ‘700. Qualunque riflessione si faccia oggi, a distanza di secoli, non può che essere sviluppata con approccio libero da preconcetti e nel contempo osservante di tale oggettivo fatto storico.

Sgombrare il campo da ipotesi di lavoro che restano ancorate al concetto di unità di impiego e peculiarità di funzione rappresenta il primo passo che consente di guardare al futuro della cittadella in termini eclettici e differenziati temporalmente.
In altre parole, è consapevolezza acquisita del tessuto esperienziale di questi anni il fatto che le possibilità di utilizzo civile di un complesso pensato, nato e cresciuto come luogo militare invalicabile restano limitate all’interno di un cambiamento culturale e visivo.
Ne è prova il fatto che gli approfondimenti, le esercitazioni, e i tentativi tutti di pensare al futuro della Cittadella sono ad oggi relegati a ipotesi di scuola che non trovano ragione di collegamento con la realtà socio politica della città. Infatti, non è a nostra disposizione alcunché di concreto che possa davvero fornirci una via di uscita, una prospettiva reale.

Punto di partenza deve quindi essere immaginare qualcosa di nuovo il cui inserimento nella storia precedente abbia il sapore di evocazione e di rimando alla memoria piuttosto che non ripresentazione di un palcoscenico impossibile da ricostruire. Questo qualcosa di nuovo deve però tenere presente quello che desiderano, in ultima analisi, i primi potenziali fruitori di questo bene: i nostri concittadini. Fino ad ora, non è ancora emerso che cosa pensano gli Alessandrini della Cittadella, o meglio, non sembra che mai siano stati interpellati nel merito.
Di solito, gli stessi sono portati ad avere una profonda ammirazione per la struttura, a “percepirla” come qualcosa di grande ed imponente - o forse importante perché grande - come qualcosa di “inaccessibile”, difficile da conquistare a se stessi: un’area che può essere vanto per la città, ma per ora distante e remota. Per tali considerazioni, come primo atto, varrebbe la pena di ascoltare il parere degli Alessandrini, se non altro come parte in causa del problema.

Il problema appare essere quello di trovare una visione della Cittadella in grado di costruire un dignitoso e verosimile percorso di restituzione di una parte della città alla città stessa. Unico legame con la prima “vita” della Cittadella è infatti, per ora, quello fisico degli edifici. Certamente non poca cosa, ma insufficiente per immaginare una operazione di restyling socio-culturale. Occorre dunque porre la massima attenzione alla fase di analisi delle alternative. In tale fase, un gruppo di lavoro, mosso dall’intento di identificare differenti percorsi attuativi, deve valutare la situazione esistente, ipotizzare diversi scenari, e verificare quali siano gli ambiti di intervento possibili. Il tutto, senza un atteggiamento volto alla definizione preliminare di una soluzione già data per posta, ma invece valutando con spirito critico molteplici possibilità, sotto differenti ottiche di analisi, avendo sempre a riguardo in particolare la concretezza e la realizzabilità dell’intervento. Si consideri, tuttavia, che tale ragionamento non deve trarre in inganno. La realizzabilità deve riguardare il complesso delle variabili di fattibilità, vale a dire di carattere sociale, ambientale, tecnico, e non solo di carattere economico e finanziario. Anzi, è corretto scegliere un percorso che determini l’importo delle attività necessarie solo al termine del processo, e non definire le scelte in funzione di presunte risorse disponibili in fase di avvio. In questo contesto di criticità, giunge con grande spinta positiva l’appuntamento degli eventi del 2011 in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, occasione unica ed irripetibile per consentire di sperimentare su scala reale la tenuta, la configurazione, i costi e le difficoltà di una Cittadella contenitore di vita non militare. Già l’organizzazione delle manifestazioni di Italia 150 debbono perciò diventare fase preliminare del progetto di valorizzazione della Cittadella.
Primo atto da compiere è quindi quello di realizzare due cambiamenti:
Ripensare alla Cittadella in termini di medio e lungo periodo senza fughe in avanti verso prodotti preconfezionati dotati di scarsa sopravvivenza oltre i tre/sei mesi
Costruire un percorso di stimolo e raccolta delle idee sul futuro della Cittadella diverso da quello delle tradizionali distinzioni o esercitazioni ideologiche

Sul primo aspetto, Italia 150 aiuta la preferenza del breve periodo che la dimensione politica è inevitabilmente portata a privilegiare. Attraverso il coinvolgimento di un contenitore ancora non pronto su manifestazioni puntuali o di brevissimo periodo è possibile tenere alta l’attenzione sul futuro della cittadella anziché far cadere nell’oblio le sporadiche iniziative promozionali che in passato, a causa della impossibilità di realizzarsi, e indipendentemente dalla minore o maggiore bontà dell’idea, si sono verificate.

Sul secondo aspetto, attorno almeno a 3 soggetti che si occupano di Risorgimento (Istituto storico per il risorgimento, Società di storia, arte e archeologia e Sezione Urbano Rattazzi del Centro Pannunzio), è possibile aggregare intelligenze e competenze in grado di mantenere l’asse del dibattito attorno all’elemento storico che caratterizza il manufatto. Tuttavia, è necessario ipotizzare, data la rilevanza del problema, un tavolo di lavoro e confronto decisamente allargato. Tale tavolo dovrà rispondere ad una mappatura di portatori di interessi potenzialmente molto ampia e diversificata. Proprio la natura di tale ampiezza e diversità, nonché le legittime aspettative di obiettivi da raggiungere, talvolta affatto coincidenti, deve indurre il soggetto promotore, e cioè il Comune di Alessandria, a creare un percorso diverso da quelli tentati in passato. Anche attraverso l’uso di moderne tecnologie - per esempio aprendo tavoli di confronto virtuale, e per il tramite di processi già avviati in altre realtà italiane a carattere sperimentale, quali i “town meeting” - si ritiene doveroso lasciare spazio ad un ampio dibattito che fornisca spunti ed ottiche di analisi dichiaratamente differenti tra di loro. Tra città e Cittadella non deve aprirsi una competizione per la sopravvivenza o la prevaricazione, ma una vera e propria ricerca di arricchimento reciproco, attraverso percorsi sinergici. Tali percorsi devono essere aperti, poiché la Cittadella è enorme, ha palazzi, strutture, cascine, bastioni, camminamenti, saloni, passaggi, zone esterne, cortili: insomma quasi un labirinto di spazi che richiede per il suo futuro di percorrere, a sua volta, un complesso labirinto di idee ed ipotesi.

Resta però indispensabile che il lavoro così indirizzato trovi una efficiente conclusione all’interno di una programmazione più vasta e coerente con il disegno strategico della città. A tal fine, il processo decisionale dovrà scaturire dal confronto dei risultati ottenuti con le scelte operate dalla città all’interno del suo piano strategico di sviluppo. E’ necessario quindi da subito chiarire che il percorso decisionale non potrà limitarsi né ad una coerenza ideologica autoreferenziale, né ad una asettica valutazione tecnica. Esso dovrà invece cercare una sintesi di risultato all’interno delle altre scelte in corso di allestimento sul fronte dello sviluppo culturale ed economico della città. Risulta indispensabile a tal fine, che tutti i soggetti coinvolti nella ricerca di un futuro per la Cittadella accettino un percorso che si concluderà con decisioni estranee alla logica accettazione / diniego, e che potranno piegare le singole progettualità ad esigenze di prospettiva futura di medio / lungo termine.

Affinché tale processo abbia inizio, e cioè affinché si possa pensare ad un futuro della Cittadella di lungo termine e si possa realizzare un percorso ampio e condiviso, occorre tuttavia un elemento preliminare di natura politica: occorre che si riconosca che il futuro della Cittadella di Alessandria non possa dipendere da una molteplicità di attori scarsamente identificabili, con il rischio che l’assunzione di una decisione sia rinviata per mancanza di un ruolo di project leader. Il leader di progetto deve esistere in ogni importante momento di pianificazione, in ogni momento in cui è necessario un soggetto decisore, un interlocutore principe, un attore che ha la responsabilità di coniugare diverse esigenze e fare la sintesi delle differenti proposte. Tale attore, che deve porsi logicamente al centro del progetto sulla Cittadella di Alessandria, non può che essere il Comune di Alessandria, che deve dialogare con tutti i portatori di interesse locale e nazionale, ma che deve al contempo attivare, su tutti i tavoli, momenti di confronto politico e tecnico. Tale scelta appare necessaria perché la Cittadella è parte integrante della città di Alessandria, per cui Alessandria deve riappropriarsene e il Comune deve essere capofila e leader del progetto.

Pertanto, le scelte conseguenti sono:
● assunzione del ruolo di leader di progetto da parte del Comune di Alessandria
● rilancio del Comitato per la Cittadella con revisione dello Statuto che prenda atto del ruolo di leader da assegnare al Comune, in ragione del fatto che esso è l’unico partner identificato nei rapporti con l’agenzia del demanio
● programmazione ed organizzazione degli eventi locali di Italia 150 a cura del Comitato, che diventa di fatto l’attività di start up del dibattito sulla Cittadella
● conseguente identificazione della Cittadella come “quartiere generale” degli eventi di Italia 150
● collocazione, fisica e statutaria, del Comitato per la Cittadella presso locali della stessa
● creazione di una banca dati e di un forum aperto, unito alla formula del “town meeting”
● immediato impiego della Cittadella per attività istituzionali ordinarie
● attuazione delle fasi di identificazione e di formulazione di ipotesi di progetto a cura del riformato Comitato per la Cittadella , che si avvale di un supporto tecnico di un gruppo di lavoro, e successiva loro trasmissione al Comitato di Piano Strategico della Città di Alessandria, per la verifica di finanziamento e fattibilità finanziaria e per la valutazione sulla coerenza strategica

In questa logica, lo studio delle proposte, sulla base di dichiarazioni di interesse, l’analisi di fattibilità e l’integrazione tra i vari soggetti interessati nella composizione di un progetto organico e funzionale, dovranno essere il compito principale del comitato, che raccorda la sua azione alla elaborazione del Consiglio Comunale. Resta urgenza imprescindibile l’individuazione di una visione di fondo che permetta alla città di avere un rendimento del capitale Cittadella, sia in termini economici sia in termini di sviluppo generale. Su questo terreno, emerge, in via preliminare, la carenza di visione della città stessa, che dal commercio tradizionale trae tuttora il proprio elemento di unità, ma al quale si sono via via affiancati nuovi ed importanti sviluppi, sia nel campo della tecnologia che della cultura. Nessuno di essi però è ancora riuscito a rappresentare un generale orientamento della strategia complessiva dello sviluppo della città. La definizione della vision della Cittadella deve trovare spazio all’interno di un confine mediato tra il sacro ed il profano, cioè con una visione che tenga conto della modernità dell’intervento contrapposta alla storia del manufatto, e che sia tuttavia attuabile in ragione dei ritorni di flussi di cassa che rendano l’investimento appetibile anche per capitali privati. La ricerca di tale vision significa superare atteggiamenti preconcetti in base ai quali la museificazione è bene, qualsiasi aspetto volto a far economia è male; la mano pubblica è sicuramente il bene assoluto, il privato è la rovina.

Occorre invece limitarsi ad indicare principi generali, e cioè che:
La Cittadella è un complesso monumentale di straordinaria importanza
La Cittadella è da rispettare e quindi non può assolutamente essere teatro di fenomeni connessi alla speculazione edilizia
La Cittadella è sicuramente un monumento in quanto struttura degna di tutela e salvaguardia in base a rigorose regole di restauro conservativo
Fatti salvi questi principi occorre comunque avere sufficiente libertà di pensiero e larghezza di vedute per analizzare seriamente tutte le possibili prospettive.

Pur riconoscendo quindi necessario un doveroso approfondimento di una idea progettuale pare utile contrassegnare i confini dell’approfondimento stesso, che, diversamente, rischierebbe di confondersi con gli approfondimenti sulla identità della città. Per questo motivo il riutilizzo a fini civili della Cittadella deve essere immaginato all’interno dei seguenti punti:
● la Cittadella deve essere vivibile per i concittadini e deve uscire dalla logica degli “eventi”
● la soluzione deve consentire un ritorno economico al fine di attrarre i capitali privati
● lo spazio economico va cercato nel grande bacino occupazionale del tempo libero (dedicato alla persona ed alla famiglia)
● tutte le attività debbono trovare un filo conduttore che permetta unità di progetto, visibilità almeno nazionale, attrattività di persone
Per queste ragioni, l’ambito di sviluppo di attività economiche deve essere contenuto nei settori della Cultura, del Commercio dedicato e del Turismo.

 

 

 

Testo coordinato:

(vedi Testo iniziale)

ATTESTAZIONI E PARERI
SOTTOSCRIZIONE RESA AI SENSI DELL’ART. 23 DEL DPR 28/12/00 N. 445 s.m.i.

Il Responsabile della Direzione P2010 - UFFICIO DIREZIONE CULTURA E TURISMO - IL DIRETTORE, Dott. Dal Checco Romeo, ha espresso, sulla presente deliberazione, parere DI REGOLARITA’ TECNICA FAVOREVOLE

ALESSANDRIA, lì 11 dicembre 2007